Cani fattrici: regole per una riproduzione sana e naturale

Le fattrici sono le femmine dei cani di una specifica razza destinate alla riproduzione. Ogni allevamento deve avere almeno due fattrice e la selezione delle fattrici è un compito davvero importante e delicato, perché da queste dipenderà la nascita di cucciolo in salute.

Un allevamento di cani, per considerarsi tale a norma di legge, è necessario che l’allevatore sia proprietario di almeno due fattrici, ciascuna delle quali abbia prodotto almeno una cucciolata iscritta al libro genealogico e nata negli ultimi tre anni.

Fatta questa premessa oggi vogliamo concentrarsi sugli aspetti etici dell’allevamento di cani perché troppo spesso si sente parlare di allevamento che diventano delle vere e proprie fabbriche di cuccioli senza alcun rispetto per la salute delle fattrici e dei cuccioli.

Stando a quando espresso dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, il codice etico dell’allevatore di cani prevede delle puntuali regole che tutelano la salute delle fattrici. Abbiamo raggruppato gli articoli del regolamento che parlano nello specifico delle fattrici.

ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA – CODICE ETICO DELL’ALLEVATORE DI CANI

Secondo il regolamento per quanto riguarda l’aspetto legato alla riproduzione, e quindi direttamente interessato per le fattrice la sezione “riproduzione” recita quanto segue:

RIPRODUZIONE

Art. 14. Nell’allevamento impiegare solo soggetti che possono riprodursi in modo naturale. Evitare l’impiego della
inseminazione artificiale (I.A.) per quei soggetti non in grado di accoppiarsi naturalmente.

Art. 15. Evitare di far riprodurre cani con reazioni comportamentali deviate come paura esagerata o aggressività.

Art, 16. E’ opportuno che una fattrice, a salvaguardia del suo benessere, non abbia più di cinque cucciolate nella sua vita.

Ci teniamo affinché questo regolamento venga rispettato da quanti più allevatori possibili, quindi se anche tu stai pensando di aprire un allevamento di cani, oltre ad informarti sull’aspetto burocratico, dovrai tutelare e rispettare anche la naturalità della vita di questi fantastici animali.

Un allevamento che si rispetti in termini etici e di qualità deve assolutamente vietare l’accoppiamento di cagne prima dei 18 mesi o prima del terzo calore e deve lasciare passare un periodo minimo (12 mesi) di riposo tra una gestazione e l’altra.

Per questo motivo si consiglia l’acquisto in fase iniziale di minimo 3 fattrici. In questo modo tutte riposeranno e a rotazione potranno portare avanti la gravidanza secondo natura.

Regole di monta che riguardano la fattrice

Esistono anche delle cosiddette Regole di Monaco (Pierangelo Pesce nel libro “Il mio cane” ha chiamato Usi Internazionali di Allevamento) che furono approvati nel Marzo del 1934 al Congresso Cinologico Internazionale F.C.I. che possono essere utilizzate nei contratti di monta per stabilire le regole da seguire. Queste regole hanno valore qualora la monta avviene tra razze iscritte in un registro ufficiale da un ente cinofilo federato.

In tutti gli altri casi, è comunque possibile far riferimento a queste regole ma devono essere espressamente riportate all’interno di vere e proprie condizioni contrattuali fra le parti.

Abbiamo voluto raggruppare tutte le regole di monta nelle quale è citata la fattrice (fonte Dogjudgin – www.dogjudging.com )

Art. 16 – Quando le condizioni di retribuzione della monta non sono state determinate o questa è stata accordata con la scelta di un cucciolo, il proprietario dello stallone ha il diritto di esercitare per primo la scelta di un sol cucciolo nell’intiera cucciolata, entro il quarantaduesimo e il quarantanovesimo giorno della nascita. Può anche esercitarlo prima. In caso di accordo col proprietario della fattrice, egli può prolungare questa mora fino al sessantesimo giorno al massimo.

Art. 17 – Se la cagna è morta prima dello sgravo o se essa è rimasta vuota o se tutti i cuccioli sono morti al momento della scelta, i proprietari cedono tutti i loro diritti reciproci.

Art. 18 – Nei cinque giorni dalla nascita, il proprietario della fattrice deve far conoscere al proprietario dello stallone il numero, il sesso, e, quando la razza lo permette, il colore dei cuccioli nati, ed eventualmente decessi avvenuti o sopravvenuti in questo spazio di tempo. Il proprietario dello stallone deve, alla ricezione di questo avviso, inviare il certificato di monta.

Art. 19 – Se non è nato che un solo cucciolo, o se un solo cucciolo è vivo al momento della scelta, esso appartiene al proprietario dello stallone. Tuttavia il proprietario della fattrice avrà la facoltà di conservare il prodotto nato o rimasto solo pagando il prezzo preteso abitualmente per la monta dello stallone adoperato. Se questo prezzo non è conosciuto, esso sarà stabilito da un arbitro.

Art. 20Il proprietario della fattrice, deve dare alla cucciolata tutte le cure di un allevatore coscienzioso. Quando lo standard della razza prevede l’accorciamento della coda, questa operazione deve essere fatta a tutta la cucciolata, conformemente alle regole dell’arte e nel tempo necessario perché la piaga sia interamente cicatrizzata prima del quarantaduesimo giorno. Lo stesso è per l’ablazione degli speroni agli arti posteriori o anteriori, quando questa è stata convenuta.

Art. 22 – Se, malgrado un avviso per piego raccomandato, inviato dopo il quarantottesimo giorno, il proprietario dello stallone non ha esercitato la sua scelta prima del cinquantaseiesimo giorno, il proprietario della fattrice può far esercitare questa scelta da un medico veterinario, o da una persona competente, a spese del proprietario dello stallone.
Il cucciolo così scelto può essere spedito contro il rimborso delle spese di veterinario, di imballo, di trasporto e delle spese d’allevamento a partire dal quarantanovesimo giorno.

Art. 24 – Negli altri paesi, o se la cucciolata non è inscrivibile al Libro delle Origini, il proprietario della fattrice rilascerà, per il cucciolo scelto, un pedigrée il più completo possibile, rimontante fino ai bisavoli.
Se in seguito lo stallone o la fattrice si trovano nelle condizioni volute per avere accesso al Libro delle Origini, e se la loro iscrizione ha per conseguenza di rendere possibile l’accesso dei cuccioli al Libro delle Origini, il proprietario dello stallone o della fattrice ha l’obbligo di compiere le formalità necessarie all’inscrizione dello stallone o della fattrice in quanto il proprietario del cucciolo scelto gliene faccia domanda.

Art. 27 – Il proprietario dello stallone può, se lo preferisce, esigere il prezzo normale semplice, fissato eventualmente da un arbitro, se, per causa del proprietario della fattrice (cessione, cambiamento di residenza, ecc.) egli si trova obbligato ad esercitare la scelta in un altro Stato o ad una distanza superiore di cento chilometri a quella che esisteva fra le residenze dei due proprietari al momento della monta.

 

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