Come scegliere il cibo per cani

Come scegliere il cibo per cani? Chiunque gode della compagnia di questi fantastici animali, almeno una volta, si è posto questo dilemma di come alimentare nel modo migliore questi nostri amici. In realtà, si tratta di una domanda generica, a cui è impossibile dare una risposta universale.

A influenzare questa scelta infatti, vi sono alcuni fattori che possono essere più o meno importanti come età, stato di salute e razza/dimensione. Infine poi, va considerato che ogni cane ha una propria personalità e preferenze che possono variare notevolmente in ambito alimentare.

In questo articolo cercheremo di affrontare questa tematica, fornendo ai lettori gli strumenti adatti per scegliere i prodotti più indicati per il proprio animale.

Come scegliere il cibo per cani: alcuni principi su cui basarsi

Quando si parla di cibo per cani, si fa riferimento ad alcune potenziali categorie di prodotti. Sul mercato infatti, sono presenti soluzioni definite come mangime completo, adatte a coprire tutto il fabbisogno alimentare di un animale.

Il mangime complementare invece, è un’integrazione in grado di arricchire la dieta del cane, rendendola più varia e fornendo l’apporto di preziose sostanze. In questo ambito rientrano i croccantini e simili, con una vasta scelta (come proposto dal sito il meglioperglianimali.it) che va a coprire le più disparate esigenze.

Per legge, qualunque tipo di prodotto deve fornire la composizione analitica sulla confezione. Si tratta di una tabella nutrizionale, dove è possibile individuare le quantità di elementi (come grassi, proteine e fibre) presenti nell’alimento.

Come leggere l’etichetta del cibo per cani

Dunque, la chiave per scegliere il cibo per cani più adatto alle nostre esigenze risiede in un’attenta lettura delle etichette. In tal senso, possiamo individuare alcune indicazioni piuttosto vaghe che, di seguito, cercheremo di rendere più chiare.

Quando è riportata la dicitura “derivati della carne”, per esempio, si fa riferimento agli scarti della macellazione. Ciò non è da intendere come un qualcosa di per forza negativo: si tratta infatti di interiora di animali come suini, bovini e pollame vario che, generalmente, possono essere molto apprezzati dai cani.

L’unico reale problema in tal senso, è il fatto che trattandosi di interiora e scarti di vario tipo, è impossibile valutare il valore nutritivo di tali elementi. Un altro termine particolarmente diffuso riguarda le cosiddette “farine di carne”.

Questa descrizione va a definire un particolare processo di riciclaggio di carcasse. Anche in questo caso, questa definizione può dire tutto e nulla. Il valore nutritivo infatti, dipende dal tipo di animale che è stato macellato.

Un altro vocabolo particolarmente diffuso, nonché enigmatico, riguarda gli “estratti di proteine vegetali”. Esso va, generalmente, a includere scarti di mais e frumento, elementi poveri di sostanze e utilizzati per lo più come “riempitivo” a basso costo.

Alcuni consigli per scegliere il cibo per cani

Fatta un po’ di chiarezza su alcuni termini presenti sulle confezioni, è bene approfondire con alcuni consigli pratici su quali prodotti alimentari selezionare per i cani.

Al netto delle marche e di prodotti specifici focalizzati su alcune tipologie di animali (particolarmente giovani o anziani, per esempio), vi sono alcune considerazioni che bisognerebbe fare a prescindere.

Quali sono le esigenze nutrizionali del cane?

Un cane sano, in fase di crescita, dovrebbe avere una dieta costituita del 20-25%da calorie provenienti da proteine. Nel caso di un animale sovrappeso, è possibile ridurre questo valore intorno al 10-15% per un certo periodo, al fine di monitorare il peso e controllare che lo stesso rientri nella norma.

Se la dieta di un cane include troppe calorie, questo tende a ingrassare e ciò può causare anche pancreatiti o problemi simili. Una dieta corretta dovrebbe proporre un apporto di grassi che va dal 6 al 10%, anche se questo valore è puramente indicativo.

Per poter intervenire in maniera positiva sulla dieta di un cane, l’unica soluzione possibile è quella di contattare il proprio veterinario di fiducia e chiedere indicazioni personalizzate.

Leggi l’etichetta, non dare troppo peso alle pubblicità

Senza perdere delle mezz’ore al supermercato, esiste un’etichetta che permette di individuare prodotti legati all’alimentazione canina di qualità.

Si tratta del cosiddetto “sigillo d’oro”, ovvero una certificazione legata alla AAFCO (Association of American Feed Control Officials), largamente adottata anche sul territorio europeo. Questa etichetta infatti, garantisce uno standard qualitativo considerato accettabile e dunque costituisce una buona base di scelta.

Contrariamente a ciò, è bene non farsi influenzare più di tanto da marketing e pubblicità. Che si tratti di televisioni, riviste o di réclame infatti, sono operazioni pubblicitarie e, in termini di qualità, non offrono garanzie solide.

Conservare il cibo per cani nel modo più corretto è importante

Un ultimo consiglio riguarda la conservazione del cibo, troppo spesso poco considerata. Onde evitare problemi di salute per l’animale, è bene mantenere le crocchette in un luogo fresco e asciutto, possibilmente in un contenitore ermetico. Anche con queste precauzioni, questi alimenti vanno consumati entro 5-6 settimane dall’apertura.

Nel caso di cibo umido, oltre a fare attenzione alla scadenza, vi sono alcune precauzioni simili a quanto concerne gli alimenti consumati dagli umani. Una confezione di umido aperto, va conservato in frigo e consumato entro pochi giorni dall’apertura.

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